STUDIO RAMP METERING CONTROLLO ACCESSI AUTOSTRADALI - INAE INSTITUTE FOR SCIENTIFIC RESEARCH - VENICE - ITALY

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Ramp Metering: il controllo di accesso alle rampe autostradali come strumento di sicurezza stradale.


Premessa tecnica e giuridica sulla capacità autostradale e gli obblighi dell'ente proprietario o concessionario (art. 14 CdS e art. 2051 c.c.)

 
Ai sensi dell'articolo 14 del Codice della Strada, gli enti proprietari e i concessionari delle infrastrutture autostradali, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, sono tenuti alla manutenzione, alla gestione e al controllo tecnico dell'efficienza della strada e delle relative pertinenze e impianti.
A tali obblighi si affiancano, secondo l'orientamento consolidato della giurisprudenza civile, i principi generali in materia di responsabilità per cose in custodia di cui all'articolo 2051 del Codice Civile, applicati dai giudici anche alla gestione della sede stradale.     Dal punto di vista dell'ingegneria del traffico, la capacità autostradale individua la soglia di flusso veicolare transitabile in condizioni di sicurezza nell'unità di tempo.
Il superamento di tale soglia determina il passaggio a condizioni di flusso forzato ovvero CONGESTIONE CRITICA, caratterizzate da una riduzione dei margini di reazione disponibili ai conducenti, da instabilità della corrente di traffico e da un aumento del rischio di collisioni a catena e tamponamenti (aumento numero sinistri, feriti e morti).
In questo quadro, la letteratura tecnica indica nel dosaggio degli accessi (ramp metering) e negli altri strumenti di regolazione dinamica della circolazione una misura riconosciuta per contenere il rischio legato alla saturazione delle tratte più critiche. Fermo restando che l'accertamento di eventuali profili di responsabilità — civile o penale — richiede sempre una valutazione in concreto, da parte dell'autorità competente, delle circostanze del singolo caso e non può essere presunto in astratto, l'omessa adozione di misure di regolazione degli accessi a fronte di una saturazione nota e monitorabile di una tratta rappresenta, secondo la giurisprudenza formatasi sull'art. 14 CdS, un profilo meritevole di attenzione tecnica e istituzionale nella prevenzione degli incidenti stradali.

 
Il presente contributo ha finalità tecnico-informativa e di sensibilizzazione istituzionale; non costituisce parere legale né imputazione di responsabilità a soggetti individuati, e non sostituisce la valutazione, riservata all'autorità giudiziaria, delle circostanze del singolo sinistro.
Il ramp metering

In italiano dosaggio rampe o controllo di accesso alle rampe autostradali è un sistema di regolazione del traffico costituito da un impianto semaforico a due luci installato sulle rampe di ingresso in autostrada. Il dispositivo consente di dosare l'immissione dei veicoli — in singole unità o piccoli gruppi — sincronizzandola con gli spazi di manovra realmente disponibili sulla carreggiata principale, riducendo le manovre di emergenza e l'effetto "onda d'urto" che si genera quando un plotone di veicoli si immette tutto insieme in un flusso già congestionato.
Origini e sviluppo storico del Ramp Metering

Il primo impianto sperimentale risale al 1963, sull'Eisenhower Expressway (Interstate 290) di Chicago, dove l'ingegnere Adolf "Dolf" May testò un controllo manuale degli accessi affidato a un agente di polizia. Tra il 1964 e il 1967 la sperimentazione si estese a Detroit e Los Angeles. Nel 1970 l'area di Minneapolis-St. Paul introdusse il primo sistema a tempo fisso permanente, e nel 1972 i primi impianti coordinati su più rampe contigue. Tra gli anni '80 e '90 si affermarono i sistemi "traffic responsive", capaci di adattare il dosaggio in tempo reale sulla base dei dati rilevati dai sensori di traffico.

In Europa il sistema fu adottato a partire dalla seconda metà degli anni '80: nel Regno Unito (1986, M6) e nei Paesi Bassi (1989, raccordo A10 di Amsterdam), per poi diffondersi progressivamente su gran parte della rete autostradale continentale, anche grazie al progetto europeo EURAMP (VI Programma Quadro), che ne ha promosso lo studio, la validazione e l'armonizzazione a livello europeo.


Adozione in Svizzera

 
In Svizzera il dosaggio rampe è disciplinato dall'Ufficio federale delle strade (USTRA/ASTRA) nell'ambito della gestione del traffico sulle strade nazionali, come previsto dalla direttiva tecnica ASTRA relativa alla "Gestione del traffico sulle strade nazionali" e dalla specifica direttiva sul dosaggio delle rampe (Rampenbewirtschaftung). Il sistema è già impiegato in forma manuale o semaforica su diversi svincoli della rete autostradale nazionale (ad esempio lungo la N2 e la N13), con progetti pilota — condotti tra il 2022 e il 2023 dall'USTRA in collaborazione con il Cantone dei Grigioni — volti a testarne forme più avanzate e automatizzate, in combinazione con la limitazione dinamica della velocità e la segnalazione pericoli.
EVIDENZE SCIENTIFICHE

Il riferimento più solido in letteratura resta lo studio del Minnesota Department of Transportation (Twin Cities Ramp Meter Evaluation, Cambridge Systematics, 2001), condotto spegnendo per alcune settimane, su mandato legislativo, tutti i 430 impianti semaforici di rampa dell'area di Minneapolis-St. Paul, per confrontare le condizioni di traffico con e senza dosaggio. I risultati registrati in assenza di ramp metering, rispetto alla condizione con impianti attivi, sono stati:
RILEVANZA PER IL CONTESTO ITALIANO E MECCANISMO DI SICUREZZA

Il direttore scientifico INAE,  Leopoldo Comparin, perito forense e membro della Commissione Tecnico-Scientifica di AIFVS, promuove da anni l'adozione del ramp metering anche in Italia quale misura di sicurezza stradale.
 
L'applicazione del ramp metering è oggetto di proposta tecnica da parte dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS) per il tratto autostradale A4 Trieste-Venezia, i sulla base dell'esperienza già maturata sulla rete autostradale svizzera ed europea e della letteratura tecnico-scientifica sopra richiamata.
 

In sede di accertamento tecnico-peritale, accanto al fattore umano, può essere presa in esame — quale ulteriore elemento da sottoporre alla valutazione delle autorità competenti — anche l'eventuale incidenza di un flusso veicolare superiore alla capacità ammessa della tratta tra le concause del sinistro, secondo i principi e i limiti richiamati nella premessa tecnico-giuridica di questo documento.
Tale valutazione, che resta di esclusiva competenza dell'autorità giudiziaria caso per caso, ha anche una finalità di sensibilizzazione: incoraggiare gli enti proprietari e concessionari a considerare ogni misura utile, incluso il ramp metering, per la riduzione strutturale di incidenti, feriti e vittime sulla rete autostradale
Una successiva modellazione, condotta sempre sulla rete di Minneapolis-St. Paul, ha stimato che il dosaggio rampe riduce il tempo di percorrenza complessivo del sistema tra il 6% e il 16%, con incrementi di velocità media autostradale tra il 13% e il 26%.   

 
Il caso Regno Unito
 
Sulla rete autostradale britannica, dove il sistema è attivo su circa 90 siti lungo le autostrade M1, M3, M4 e M42, gli impianti coordinati hanno prodotto riduzioni dei tempi di percorrenza fino al 13% e incrementi della velocità a valle fino al 7,5%.
FORMULA STANDARD DI RIFERIMENTO HIGHWAY CAPACITY MANUAL (HCM)

attenzione questa formula viene portata a titolo esemplificativo, ci sono altre formule con coefficienti e parametri diversi; per elaborare un modello INAE-RM su un tratto autostradale di riferimento contattateci.
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